Il Monastero oggi

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A distanza di circa tre secoli si apre una nuova pagina della storia della comunità del "Corpus Domini" di Macerata, la quale l'8 dicembre 2005 lascia il suo "deserto" nel cuore della città per trasferirsi là dove stanno sorgendo le case .....( Località Vergini).

Non è stata una scelta partita da noi, ma abbiamo solo detto il nostro "si" a ciò che abbiamo sentito essere la volontà del Signore, e, come Abramo siamo uscite dalla " nostra terra" per andare là dove il Signore ci chiamava. Dove forse ci sarà più bisogno della nostra presenza, di qualcuno che testimoni con la propria vita l'amore di Dio per l'uomo continuando ad avere come punto di riferimento l'Eucaristia.

*** Il 15 novembre 2005, festa di Sant'Alberto Magno, i resti mortali delle nostre consorelle, poste in 19 cassettine zincate sono state trasferite dal cimitero del Monastero, alla tomba di proprietà dello stesso nel cimitero Comunale. Mentre le salme incorrotte delle Madri fondatrici ci hanno precedute nel nuovo monastero dove sono state poste nella cappellina a loro riservata, visibili attraverso una grata, posta alla destra dell'altare.

 

monache lav"Ci vogliono esistenze, che gridino silenziosamente il primato di Dio. Che trattino il Signore da Signore, che si spendano nella sua adorazione, che affondino nel suo mistero, sotto il segno della gratuità e senza umano comrenso per attestare che Egli è l'Assoluto"(Giovanni Paolo II)
Esistenze che stiano davanti a Dio a vantaggio di tutti gli uomini e le donne che vivono sulla terra, con i quali sentono di essere totalmente solidali sino a non vivere più per se stessi. Esse "vegliano "come sentinelle e sentono di essere come interrogate da tutti : «Sentinella quanto manca della notte...?» (cf Is. 21-11) e stiano sulla breccia con il Signore Gesù che è presso il Padre ad intercedere per tutti. Esistenze che possano dire ai fratelli con convinzione: «Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi» (1 Gv 1,3).

 

 

L'Eucaristia è il tesoro che motiva ed ha motivato ogni scelta fatta nella costruzione e nell'organizzazione dello spazio e dell'arredo.

 

Sul piazzale, sagrato il portale della chiesa invita ad entrare e partecipare alla preghiera.

Entriamo esultanti facendo memoria del battesimo nel segnarci con l'acqua lustrale posta ai piedi di Maria, la Madre di Dio, che è immagine di Israele e della Chiesa e ci porge il Figlio suo.

 

navataLa navata ci accoglie come pellegrini che attraversano, sulla nave di Pietro dove c'é anche Gesù, i marosi del mondo, ed è diretta al cielo, al Padre;

Lo sguardo si leva verso il cui sta l'altare.

La mensa divina di questo santo altare, consacrato dall'unzione con il santo crisma,profumo di Cristo, è sostenuta da un ceppo d'olivo.
Gesù l'Unto del Signore, catturato nell'orto degli ulivi, nel luogo detto Getsemani cioè frantoio. Come oliva buona, fu spremuto dalla passione, per l'olio santo che è lo Spirito di Dio dato dal suo corpo a tutti.

Ciò che l'altare è e su di esso si compie non può essere compreso senza la Parola. Essa risuona da uno «spazio» che chiamiamo ambone cioè luogo alto su cui gli angeli annunziarono alle donne e poi ai discepoli la più sconvolgente notizia che abbia mai percorso la terra : «E' risorto! Non è qui,non cercatelo tra i morti ».

 

 

 

 

L'ambone è realizzato in marmo scolpito; l'acanto stilizzato ne specifica il richiamo alla risurrezione; a lato di chi legge si erge il candelabro per il cero pasquale.

Sulla parete, dietro l'altare, un ulivo marmoreo incastona il tabernacolo; il colore rosso sanguigno è richiamo al Fuoco dello Spirito.

La vita claustrale è considerata come il "cuore orante" della Chiesa. Questo "cuore batte, prega, si immola, con una generosità grandissima ed eroica.
Nascosta. fino ad essere talvolta dimenticata.

Amare in modo gratuito é un diritto inalienabile della persona, anche soprattutto quando l'Amato é Dio stesso.

La nostra vita non solo può annunciare l'Assoluto di Dio, ma possiede un meraviglioso e misterioso potere di fecondità spirituale. Tutto ciò che noi siamo, tutto ciò che noi facciamo ogni giorno, tutto è assunto, santificato, utilizzato da Cristo per la Redenzione del mondo.

Perché una giovane si fa monaca? Perché accetta il dono! Infatti la vocazione è dono di Dio che non manca di chiamare anime a consacrarsi totalmente al suo servizio.

Il cuore della monaca è totalmente dedicato a Gesù. E la presenza orante delle claustrali in tante parti del mondo è – come ha sottolineato Giovanni Paolo II - richiamo per tutti i cristiani a non dimenticare il primato di Dio nella vita.

 

 

 

 

 

 

 

adorazione monache